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22/08/2022

Fondazione

Nasce Italy China Council Foundation (ICCF), un nuovo protagonista delle relazioni bilaterali

Il dialogo tra Italia e Cina si consolida con l’arrivo di un nuovo protagonista delle relazioni bilaterali. È stato presentato oggi a Milano l’Italy China Council Foundation (ICCF), nato dall’integrazione tra Fondazione Italia Cina (costituita nel 2003) e Camera di Commercio Italo Cinese (fondata nel 1970).

L’ICCF è diventato realtà davanti all’assemblea plenaria, alla quale sono intervenuti in videocollegamento l’Ambasciatore cinese Li Junhua e l’Ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari e in presenza il Console Generale cinese Liu Kan. Il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha portato il suo saluto agli oltre 150 tra Soci e Consiglieri che hanno partecipato all’evento. 

Quello di oggi è un traguardo fortemente voluto da noi e richiesto a gran voce anche dall’esterno, perché questo dualismo non aveva più ragione di essere – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Italia Cina, Mario Boselli, nominato oggi nel ruolo di Presidente dell’ICCF –. Questa integrazione deriva da una collaborazione che era già in essere con la Camera di Commercio, con una comunione di intenti da parte delle due presidenze e una sinergia molto forte tra le due strutture. Due istituzioni con storie diverse ma complementari che oggi vogliono offrire una risposta comune, favorita dal mio rapporto di stima e dall’amicizia di lunga data con il Presidente della Camera di Commercio, Pierluigi Streparava”.  

Dopo gli ultimi due difficili anni, le esigenze dei nostri utenti sono cambiate e si è posta la necessità di lavorare per una maggiore sinergia e per una convergenza di servizi che già esisteva ma aveva bisogno di essere implementata e strutturata – ha spiegato Marco Bettin, neo Direttore generale dell’ICCF -. Al centro del nuovo progetto c’è il socio: le aziende, italiane e cinesi, che fanno parte del nostro network avranno ancora di più un ruolo centrale ed è questo al contempo mezzo ed obiettivo che vogliamo perseguire con questo nuovo soggetto”. 

La nuova struttura eredita le funzioni dei suoi predecessori a livello istituzionale e commerciale ma, grazie a un numero maggiore di soci e a una gamma più ampia di servizi, si porrà come punto di riferimento in Italia e in Europa nell’ambito delle relazioni Italia-Cina. Con l’integrazione di oggi, Fondazione Italia Cina e Camera di Commercio Italo Cinese uniscono le forze per salire a un livello superiore, perché quando si dialoga con la Cina size matters. Le dimensioni di ICCF permetteranno alla nuova realtà di avere un maggior peso non solo nelle relazioni con la Cina ma anche in ambito europeo, visto che rappresenterà una tra le più importanti realtà anche a livello continentale. 

La decisione di unire le forze rappresenta, inoltre, un esempio virtuoso di capacità imprenditoriale privata e di spinta alla semplificazione, perché per agevolare le relazioni bilaterali avere un referente unico contribuisce a velocizzare le attività e a realizzare iniziative. L’obiettivo è quello di offrire un referente unico al mondo imprenditoriale ed istituzionale di entrambi i Paesi, fondamentale per portare avanti delle iniziative in favore dei rispettivi sistemi economici. Con l’integrazione, ICCF diventa l’unico ente che rappresenta interessi e soggetti italiani e cinesi, l’unica piattaforma in Italia che propone il dialogo e il confronto tra cinesi e italiani che fanno parte di una stessa associazione.  

Nel ruolo di Vice Presidente esecutivo di ICCF è stato nominato Riccardo Monti (Triboo), gli altri tre Vice Presidenti sono Diana Bracco (Bracco SpA), Claudio Rotti (Confcommercio) e Pier Luigi Streparava (Streparava SpA). Il Consiglio di amministrazione si è rinnovato parzialmente ed è ora rappresentato da 40 elementi del mondo imprenditoriale e istituzionale con l’ingresso di importanti operatori economici cinesi e italiani, diventando così più moderno e più internazionale.

I numeri_ La componente dei Soci della nuova realtà è multisettoriale, ed è composta da Pmi così come da multinazionali e soggetti diversi: i soci attuali sono 360, composti per l’85% da aziende italiane e per il 15% da imprese cinesi (60,5% fanno parte del settore servizi, 34% sono imprese del settore industria, 5,5% arrivano dal mondo della finanza). I Soci provenienti dal comparto industriale e dei servizi producono un fatturato globale superiore a 31 miliardi di euro, mentre tra quelli del settore finanziario si contano le prime due banche italiane, la prima banca in Cina e la seconda banca in Europa, e due tra i più importanti gruppi assicurativi mondiali. 

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