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01/10/2018

Fondazione

China World Football Expo, ecco come partecipare al Padiglione Italia

Il 25 settembre scorso si è tenuta la Conferenza di Organizzazione per la presenza italiana alla China World Football Expo di Pechino (30 novembre - 2 dicembre) nella splendida cornice della Sala Polifuzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ital-Brand, con i suoi Partner Stefano Rolando, Sergio Miotto e Massimo Clerici, il Comitato Nazionale Italiano Fair Play ,rappresentato dal suo Presidente Ruggero Alcanterini e da Francesco Campana (Delegato allo Sport), RomExpo con il suo Presidente Armando Soldaini, sono state liete di organizzare l’intera giornata di lavori con lo scopo di chiarire quale possa essere, incentivare e sostenere “il contributo italiano allo sviluppo dell’industria del calcio in Cina”. 

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L’evento, con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato aperto dall’intervento del Segretario Generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa, che ha ricordato l’interesse e l’impegno del nostro Governo nel rinsaldare i rapporti economici e politici fra Italia e Cina. In rappresentanza della Fondazione Italia Cina è intervenuto Andrea Canapa, responsabile della sede di Roma

Tra gli interventi di rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno spiccato: il discorso di apertura dei lavori pomeridiani di Francesco Tufarelli, Dir. Generale degli Affari Regionali e delle Autonomie, che ha voluto sottolineare come il presentarsi alla fiera in forma compatta, come Sistema Italia, impedirà la parcellizzazione di intenti e risultati sia per le imprese sia per le Regioni interessate; e di Michele Marino, Dir. di I Fascia della Presidenza, che, oltre ad aver avuto un ruolo importante nell’organizzazione dell’evento, ha presentato le eccellenze del nostro Paese come reali possibilità di cooperazione  a lungo termine con la Cina, e ha condotto gli interventi del Panel I – Il know-how italiano per le nuove frontiere del calcio. Mario Passetti, Amministratore Delegato del Cagliari Calcio, che, con il suo contributo, ha esplicitato come una squadra possa crescere con un piano di sviluppo a breve e lungo termine: usando l’esempio della costruzione di uno stadio e del progetto di evoluzione nel tempo dello stesso, ha palesato i benefici di immagine e, soprattutto, economici dell’operazione che stanno portando avanti con  impegno. Il Prof. Maurizio Petrangeli, Direttore del Dipartimento di Architettura e Progetto, nonché coordinatore del Master in Costruzione di Impianti Sportivi dell’Università la Sapienza di Roma, ha esposto le caratteristiche tecniche della progettazione e realizzazione di uno stadio in relazione alle richieste del territorio di destinazione e l’importanza di solide collaborazioni con il versante cinese. Il contributo accademico del Rettore dell’Università del Foro Italico, Fabio Pigozzi, ha invece espresso l’importanza delle scienze motorie sulla formazione individuale, sociale, quasi civile, di chi pratica uno sport di coesione come il calcio. Condotto da Marino e presentato Clerici, Don Mino Gritti, rappresentante dei Centri Salesiani Italiani, ha raccontato dell’impegno delle loro strutture sulla formazione giovanile e del valore del gioco di squadra che il calcio trasmette a chi lo pratica sin dalla tenera età. 
Il Sistema Italia deve fare squadra per vincere la sfida con gli altri Paesi e contribuire allo sviluppo del calcio in Cina. Con questo appello Antonino La Spina, Direttore dell’Ufficio Marketing dell’Istituto del Commercio Estero, ha concluso i lavori della Conferenza di Organizzazione in vista della fiera mondiale del calcio in programma a fine novembre a Pechino. “C’è molta più Italia in Cina di quel che si racconta” ha detto La Spina “ma troppo spesso i nostri progetti sono realizzati da altri, perché non riusciamo a far viaggiare insieme pubblico e privato”. “Dobbiamo accogliere le competenze che derivano dalle esperienze di successo” ha detto Maurizio Pimpinella, Presidente della Associazione Prestatori di Servizi di Pagamento “e integrarle nel nostro sistema Paese a livello politico, giuridico, tecnologico e culturale”. “Occorre perciò” ha sottolineato Antonello De Riu, Consigliere del Ministero degli Esteri “una cabina di regia, che promuova e organizzi le iniziative per far crescere l’industria del calcio cinese” (SLIDE). De Riu, oltre ad intervenire ha coordinato il Panel V – Il ruolo delle strutture per l’internazionalizzazione, che ha visto l’intervento di Maria Elena Rossi, Direttrice Marketing e Promozione di Enit, che ha esposto le grandi potenzialità del mercato turistico cinese; Francesco Tilli, Responsabile delle Relazioni Esterne per il Gruppo Simest e rappresentante di Sace, ha presentato il video creato da Proger e Experience Italy come proposte per portare in Cina una vera e propria esperienza di Italian Lifestyle, per promuovere le eccellenze del Made in Italy, dal settore moda al food, dal design fino alla passione per il calcio, attraverso la valorizzazione della cultura italiana ed una gestione integrata di servizi logistici, pubblicitari e commerciali.
La Cina è vicina, anzi sempre più vicina al mondo del calcio e chiede all’Occidente know-how, tecnologie, ingegneria e capacità di costruire squadre di alto livello. L’Italia, perciò, vuole essere presente come sistema-Paese alla seconda edizione della China World Football Expo di Pechino (30/11-2/12/2018). “L’Expo” ha detto Laura Mazza, CDA di FederFormazione e Segretario Generale di Unimpresa “Deve essere un punto di partenza e non di arrivo, un campo di prova per il successo del partenariato pubblico/privato”. La necessità di non vanificare le preziose risorse scaturenti dalle nostre diversità territoriali, è stata espressa sia da Mario Gay, Direttore Generale dell’ Osservatorio Interregionale Cooperazione e Sviluppo, sia da Rodolfo Martina, Coordinatore dell’Agenzia Investimenti FVG e rappresentante al convegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
La fiera nasce dalla campagna di promozione e diffusione del calcio attualmente in corso ed è riconosciuta dal Governo della Repubblica Popolare Cinese come evento centrale per il suo programma di forte valorizzazione di questo sport. La Cina punta, entro dieci anni, a diventare la più forte nazionale in Asia e, nel 2050, addirittura la prima al mondo. Cosa può fare il Made in Italy, cioè tutto quel che ruota intorno all’industria calcistica? Di questo si è parlato, a Roma, alla Presidenza del Consiglio, nella Conferenza di Organizzazione del Padiglione Italia. Dario Boldoni, Presidente di Innovare e Costruire, Carlo Piemonte, Direttore di Cluster Arredo/Casa FVG e Giampaolo Nardozi, Direttore di The Hub srl, hanno esposto il punto di vista delle imprese interessate a partecipare alla CWFE di Pechino. Carlo Piazzoli, Direttore dell’International Soccer Accademy, con il suo reportage sul China Summer Camp e sulla città degli Aquiloni ha contribuito ad avere un’immagine reale di come possiamo operare in questa iniziativa dalle possibilità sterminate. 
Il calcio in Cina sta diventando una vera e propria industria: 160 milioni di praticanti, quasi mezzo miliardo di persone che si dicono interessate al calcio, con le famiglie che hanno quasi raddoppiato, negli ultimi cinque anni, le spese per “attività ricreative”. Questi sono alcuni dei dati sui quali si è basata la relazione di Tommaso Nastasi, Partner di Deloitte, che ha parlato delle opportunità di business in Cina per i club europei. Basti pensare alle cosiddette FootBall Town, centri commerciali e sportivi che stanno crescendo a vista d’occhio (96 oggi, 150 fra due anni), segno della dilagante passione cinese per il calcio. Andrea Canapa, della Fondazione Italia Cina, ha sottolineato il vero e proprio boom delle scuole calcio: 20.000 oggi, 50.000 nel 2025. Non più un Paese a caccia di stelle del calcio europeo, bensì sempre più impegnato a crearne di proprie: un freno agli acquisti e più investimenti nel settore giovanile. Di qui l’importanza di un contributo anche italiano alla costruzione di impianti, alla formazione di allenatori e manager. Temi toccati da Giuseppe Righini dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio e dall’antropologo dell’Università di Firenze, Gennaro Testa, tra gli artefici delle fortune calcistiche in quel di Coverciano negli anni novanta. L’intervento del Prof. Enzo Peruffo, Direttore Executive Education Open della Business School della Luiss, ha sottolineato, per un’efficiente e produttiva riuscita degli investimenti finanziari di una squadra di calcio,  l’importanza di una formazione di alto livello sul management in ambito calcistico. Su questi argomenti, hanno detto la loro anche Claudio Pasqualin, Presidente e Segretario Generale degli avvocati procuratori del calcio italico e Enrico Castellacci, storico esperto di medicina sportiva, nonché medico della Nazionale Italiana. Tutto questo, e molto altro, a Pechino, avrà spazio e tempo per essere esposto e condiviso nella grande vetrina del Padiglione Italia. Una nota di colore è emersa nel corso del dibattito: visto che in Italia c’è la più consistente comunità cinese d’Europa, prima la Lazio e poi il Napoli hanno voluto festeggiare il loro Capodanno in grande stile: la prima nello stadio Olimpico e la seconda con magliette e gadget dedicati. Anche questo è il calcio, quello che favorisce  il dialogo fra due culture e due economie.

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